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San Vito Lo Capo

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San Vito Lo Capo, località  Turistica per eccellenza, è posizionata su un estremo lembo di terra "Capo San Vito" che punta verso nord ed è incastonato in mezzo a due riserve naturalistiche, "Riserva dello Zingaro" e "Riserva di Monte Cofano".Gli Arabi e i Normanni, conquistatori e invasori sin dalla notte dei tempi, qui hanno lasciato dei resti che ancora oggi il Turista può ammirare in tutta la loro bellezza. A proposito di bellezza, San Vito Lo Capo gode di una gradevolissima vista paesaggistica che ci viene invidiata in tutta Italia e forse nel mondo.

Riserva dello Zingaro

Riserva dello Zingaro - SanVitoSleep

Notevoli sono i fenomeni carsici con formazione di pianori sommitali e doline dove l’erosione favorisce l’accumulo di terra rossa inframezzata da diffusi lituosoli e rocce affioranti in lastre e spuntoni. Lo Zingaro incanta per la sua aspra bellezza per i colori intensi in ogni stagione, per le bianche calette incastonate in un mare turchese, le onnipresenti palme nane, la rigogliosa macchia mediterranea, i tenaci olivastri e i maestosi carrubi da dove si intravedono le armoniose forme delle case contadine.

Lo Zingaro riserva terrestre è tuttavia strettamente legata al mare, che non è soltanto il confine geografico ma lo sfondo costante del paesaggio e il complemento indispensabile degli aspetti naturalistici.

Lo Zingaro ha una superficie di 1650 ettari, una fascia litoranea di circa 7 Km, formata da una costa rocciosa di calcari del Mesozoico, intercalata da numerose calette e caratterizzata da strapiombanti falesie che da un’altezza massima di 913 mt. (Monte Speziale) portano rapidamente al mare.

Piccoli sentieri opportunamente disegnati sui dirupi, che finiscono nel mare o si inerpicano sui monti, consentono di attraversare una degli ambienti più integri del Mediterraneo.

In questa zona nidificano decine di specie di uccelli fra cui il falco pellegrino, l’aquila del Bonelli, poiane, gheppi, nibbi reali ed altri volatili inclusi nella lista rossa delle specie in via di estinzione, in un ambiente ricco di piante endemiche e rare che fanno della riserva una vera oasi di biodiversità.

Ma è la palma nana simbolo della riserva che cresce spontanea punteggiando ogni pendio ed ogni anfratto dello Zingaro. Situata al centro della riserva, la Grotta preistorica dell’Uzzo racconta dei primi insediamenti umani in quell’area.

La struttura geopedologica è rappresentata da formazioni calcarenitiche quaternarie e soprattutto da rilievi mesozoici di natura calcarea dolomitica. La morfologia del paesaggio presenta forme aspre e accidentate. I terreni costituenti la riserva sono il risultato dell’intrecciarsi dell’attività umana e dell’evoluzione della natura, infatti, fino a poco tempo fa ogni superficie, se pur piccola, era coltivata a scopo agricolo.

Il profilo litoraneo è un’alternanza di alte pareti di roccia che sprofondano nel blu e di insenature degradanti dolcemente verso il mare.

Le calette tutte ciottolose viste dal mare hanno l’aspetto di nicchie più chiare incavate sul fianco delle muraglie dolomitiche che entrando da Sud versante Scopello e andando verso Nord prendono il nome di Cala della Capreria (foto a sinistra), Cala del Varo (raggiungibile via mare), Cala della Disa o Zingaro, Cala Beretta, Cala Marinella, Cala Torre dell’Uzzo il cui substrato calcareo esalta la trasparenza dell’acqua proprio come un ambiente tropicale. E in fine Tonnarella dell’Uzzo.

Il paesaggio subacqueo è un continuo susseguirsi di colori e forme. Si comincia dalla sponda dove l’impatto del mare si fa tumultuoso e si adorna del Lithophyllum tortuosum un’alga rossa intricatissima e sfrangiata.

A livello di marea l’alga Cystoseira stricta testimonia il grado di purezza delle acque. Al di sotto del primo metro appaiono Cistoseire dall’aspetto più delicato che si mescolano ad altre alghe brune.

Dove il blu è uniforme si fanno più frequenti gli animali dall’aspetto floreale: anemoni, rosee di mare, madrepore. Sotto queste fioriscono le Astroides calycularis (polpi di madrepora) che accendono le pareti di colori dall’arancio al rosso fuoco. Spugne dai toni gialli, violetti rossi, rivestono antri e cunicoli. A profondità ragguardevoli gemma ancore il corallo rosso.

I pesci sono rappresentati soprattutto da labridi e blennidi dalle livree coloratissime. Una rarità è la presenza del Troittor a vermeti un mollusco gasteropode dalla conchiglia a forma di tubo lunga da uno 1 a 2 cm. di natura calcarea fortemente gregaria, tanto da fondersi in masse uniche di calcare. Grazie a questo processo si formano queste piattaforme (troittor) che orlano la costa.
Numerosi e interessanti sono i cunicoli e le grotte sommerse tanto da essere oggetto di tesi di laurea. Le più conosciute sono: la grotta del Colombaccio in prossimità del limite di levante con ingresso situato a 2 mt. circa che si allarga in una camera ampia 30 mt. Grotta della corvina in prossimità di punta Craperia, grotta della Craperia, grotta della Mustia, grotta della Ficarella.

Come già detto pur non essendo una riserva marina è vietato introdurre fucili, canne da pesca e strumenti di cattura di qualsiasi genere. Come da regolamento.

Baia Santa Margherita

Baia Santa Margherita - SanVitoSleep

”Il tratto di mare e terra che va da capo San Vito al monte Cofano si candida a essere uno dei più belli del mondo, un teatro naturale fatto apposta per accogliere degnamente ogni giorno il tramonto del sole.”

Ci troviamo a Castelluzzo e la fascia costiera antistante si chiama “Baia Santa Margherita”. Una costa che si tuffa su un mare color smeraldo. Trasparenze mozzafiato e una natura incontaminata rendono questo angolo di costa un piccolo paradiso terrestre. 

 

 

Tonnarella dell’Uzzo è una delle 15 Spiagge più Belle d'Italia

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